Krysomelos (le "mele d'oro")

Da questo antico termine greco deriverebbe, secondo la maggior parte degli esperti, il napoletano “crisommole”, ancora oggi usato per indicare le albicocche, presenti nell'area vesuviana da tempi antichissimi.

Con il termine “albicocca Vesuviana” si indica, poi, un insieme di oltre quaranta diversi biotipi tutti originari dello stesso luogo. I più diffusi sono: Ceccona, Palummella, S. Castrese, Vitillo, Fracasso, Pellecchiella, Boccuccia Liscia, Boccuccia Spinosa e Portici. La coltivazione è attualmente estesa a tutto il territorio dell'area vesuviana, dove infatti è nota la particolare fertilità dei terreni, che, essendo di natura vulcanica, sono ricchi di minerali e in particolare di potassio, elemento noto per la sua influenza sulla qualità organolettica dei frutti e dei vegetali in genere, e che, in questo caso contribuisce a conferire alle albicocche un gradevole e caratteristico sapore. Quelle del Somma-Vesuvio sono apprezzate sul mercato per le loro caratteristiche organolettiche, soprattutto per sapidità e dolcezza. Si distinguono dal punto di vista estetico per la presenza di un sovracolore rosso sfumato o punteggiato sulla base giallo- aranciata della buccia di una buona parte di esse.

 

Da: http://www.agricoltura.regione.campania.it/tipici/albicocca.htm

Immagini delle albicocche dell'azienda Angrisani